(grazie Gava).

Per quanto riguarda un mio ulteriore, se pur inutile commento invece...
SPERIAMO MUOIA!
E' una frase che ho già detto parlando di un parente stretto, persona della quale mi sono occupato e che ho visto morire.
Non mi si può accusare di superficialità, forse di crudezza, probabile, ma vi assicuro che la parola mi lusinga, è sinonimo di onestà intellettuale nella maggior parte dei casi.
Blogger (non intellettuale ma per un giorno onesto)
PS. In questo folle paese, dove anche morire sembra un problema, ho pensato fosse il caso di regalare un libro, un PDF in realtà.
L'ELOGIO DELLA FOLLIA DI ERASMO DA ROTTERDAM
Ora direte: guarda che hai detto di essere onesto, di intellettuale poi c'è già Filippo Facci, Vittorio Feltri, la Gelmini, mettiti in coda.
Lo so lo so, il capolavoro è solo pertinente al post, è un testo satirico fantastico, moderno, è un'accusa alla Chiesa e ai potenti, un inno alla libertà.
E poi, al di là delle critiche, chi sul comodino non ha un testo di Erasmo da Rotterdam, la sua lettera a Tommaso Moro poi, chi?
Voi?
Risposta sbagliata.
Accattatevillo, scaricatelo, è gratis!
In un periodo di recessione sia i libri che le verità sono merce rara, approfittatene.
Buona lettura.
Blogger
ITALY ITALIA





16 commenti:
Grazie del consiglio...già letto da ragazzina...ora comprenderai perchè sono cosi come sono...
E' successo anche a me,di vere una speranza,che a occhio superficiale poteva sembrare appunto...superficialità.
Mi scaricherò il testo e lo leggerò in tempo più quieti...grazie:-)
Ciao.. come vedi ho ricambiato subito il favore venendoti a trovare. L' idea di una nostra possibile conversazione non mi dispiace. E poi non è detto che due forme e stili diversi non possano coincidere. Non trovi?
p.s: bel blog veramente. In fondo come diceva Orazio: ridendo castigo mores. Ciao
Ciao Dario,
molto interessante il tuo blog...
Per il discorso eutanasia, ovviamente è un discorso molto complicato e personale, comunque anche io sono favorevole.
In merito al sottoscritto, oltre ad essere comunista sono pure vegetariano, quindi niente bambini a pranzo e neppure a cena.....
beh che dire, è capitato anche a me, con un parente davvero stretto, un genitore, e non c'è giorno che non sarei contenta di morire se significasse riabbracciare quel genitore, ma non c'è giorno che non sia felice della fine della sua sofferenza.
spero davvero che lei possa ottenere ciò che cerca.
che sia vita. che sia morte.
purchè lei ottenga quanto è nei suoi diritti.
scegliere.
io penso che quella di Eluana non sia vita...anche se qualcuno si ostina a dire così...buona domenica da emi
Ciao Blogger
Che dire?
Eluana è assassinata quotidianamente da 16 anni ormai,speriamo che finalmente lei e la sua famiglia trovino la felicità,e speriamo che chi si è impegnato per rendere questa vicenda un inferno,ancor più di quanto lo sarebbe stato comunque,alla famiglia Englaro,possa passare i prossimi 16 anni della sua vita a soffrire le pene dell inferno al punto da desiderare la morte e non trovare nessuno che acconsenta.
Scusa anche a me la crudezza,il cinismo e il sadismo,ma domani vorrei proprio vedermeli i vari Bagnasco e Buttiglione a invocare eutanasia e dover invece sopportare per una buona ventina d anni quello che pretendono di infliggere agli alti.
A chi fà del male,nel nome di un suo dio e una dottrina che vorrebbe imporre a tutti gli altri,auguro l'infelicità e la sofferenza più acuta.
Ciao Blogger
Che dire?
Eluana è assassinata quotidianamente da 16 anni ormai,speriamo che finalmente lei e la sua famiglia trovino la felicità,e speriamo che chi si è impegnato per rendere questa vicenda un inferno,ancor più di quanto lo sarebbe stato comunque,alla famiglia Englaro,possa passare i prossimi 16 anni della sua vita a soffrire le pene dell inferno al punto da desiderare la morte e non trovare nessuno che acconsenta.
Scusa anche a me la crudezza,il cinismo e il sadismo,ma domani vorrei proprio vedermeli i vari Bagnasco e Buttiglione a invocare eutanasia e dover invece sopportare per una buona ventina d anni quello che pretendono di infliggere agli alti.
A chi fà del male,nel nome di un suo dio e una dottrina che vorrebbe imporre a tutti gli altri,auguro l'infelicità e la sofferenza più acuta.
Ciao Blogger;
Caso di Eluana Englaro: mentre le sue condizioni di salute peggiorano notevolmente, vi segnalo questa terrificante intervista rilasciata da Salvatore Crisafulli disabile gravissimo, che sulla sua pelle ha vissuto un inferno ed una odissea allucinante.
Alcune mie valutazioni:
Credo che L'esperienza di Salvatore Crisafulli dovrebbe essere conosciuta da tutti.
Forse Salvatore, che ammiro incondizionatamente, dovrebbe fare in modo di scrivere un libro sulla sua esperienza, augurandomi che qualche produttore ne faccia poi un film televisivo. Più gente viene a conoscenza di questa straordinaria esperienza, più il mondo si muoverà.
L'intervista è stata fatta da il giornale.it
La seconda svolta dell’anti-Welby: «Voglio lottare di nuovo per la vita»
Intervista a Salvatore Crisafulli, che da 5 anni parla grazie a una macchina che legge i movimenti degli occhi.
di Massimo Malpiga.
Roma
Uno schianto, e il corpo diventa una prigione. Salvatore Crisafulli ha 38 anni quando a Catania l’11 settembre 2003 un furgone dei gelati travolge lo scooter su cui viaggia col figlio. I danni cerebrali sono gravissimi, la diagnosi spietata: stato vegetativo permanente. Ma sua madre, e i fratelli Pietro e Marcello, non si rassegnano. Quasi due anni dopo Salvatore esce dal coma, e impara a comunicare grazie all’aiuto di un pc con gli occhi e i movimenti della testa. La rivelazione è da brividi.
«Ricordo tutto di quando ero prigioniero», racconta, «la disperazione di non poter dire ai medici intorno a me che ero vivo, che le mie lacrime erano di paura, non un riflesso incondizionato».
Lei è diventato una bandiera del diritto alla vita, nonostante la sua gravissima disabilità. Eppure sembrava che volesse gettare la spugna.
«Ero stanco, disperato, andare avanti da soli con un’assistenza domiciliare quasi inesistente fiacca la volontà, toglie il desiderio di andare avanti. D’accordo con mio fratello volevo sospendere l’alimentazione e lasciarmi morire, come ho scritto nella mia lettera al premier Silvio Berlusconi».
La stessa scelta di Piergiorgio Welby, che lei però a suo tempo ha contestato.
«Sì, con Welby ci siamo scambiati delle lettere, ho tentato di convincerlo a continuare a lottare per la vita, l’ho implorato. Ma alla fine ho compreso e rispettato la sua scelta, dettata dalla disperazione di chi è abbandonato dalle istituzioni. Perché è una sensazione che purtroppo ho provato anche io».
Eppure lei ha cambiato idea.
«Sì, la risposta di Berlusconi, che mi ha consegnato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, mi ha toccato. “Noi la aiuteremo, lei ci aiuti ad aiutarla e continui a combattere”, mi ha scritto. Ero così emozionato che ho avuto un malore. Stasera (ieri, ndr) ripartiamo per la Sicilia, con una nuova speranza. Una speranza che voglio condividere con quanti sono nelle mie condizioni. Le mie battaglie sono un punto di riferimento per tanti, siamo in contatto con 833 famiglie che hanno parenti in coma, in stato vegetativo o paralizzati».
Cosa è cambiato con questo impegno del premier?
«La lettera di Berlusconi ha aperto una nuova strada, è il segno che con la volontà del governo si può voltare pagina sui diritti per i disabili gravi. Mio fratello ha già parlato con il prefetto e con il sindaco di Catania, che hanno assicurato che faranno di tutto per garantire un’assistenza domiciliare adeguata. E so che Berlusconi e la Roccella seguiranno personalmente la situazione. Scrivendo la lettera speravo che qualcosa di smuovesse, ma non ci contavo troppo. Non mi era andata bene con il capo dello Stato e nemmeno con l’ex ministro Livia Turco. Tante belle parole ma pochi fatti. Ora aspetto di vedere se effettivamente arriverà un progetto di assistenza personalizzata, ma sono fiducioso perché Berlusconi si è esposto in prima persona e in grande sintonia con le mie convinzioni».
Cosa non funziona nell’assistenza domiciliare a chi soffre di disabilità gravi?
«Purtroppo quasi niente, eppure è un servizio sacrosanto ed essenziale. Qui in Sicilia è tutto appaltato alle cooperative, il personale è retribuito poco o niente, così spesso non lavora o lavora malvolentieri. Io per viaggiare uso un furgone attrezzato che è costato 33mila euro ai miei familiari. C’è un tale senso di abbandono e di indifferenza da parte delle istituzioni che persino io ero stanco e volevo farla finita. Perché è solo la disperazione che porta alla voglia di morire».
E adesso cosa farà?
«Adesso la vita continua, aspetto che alle parole seguano i fatti e poi continuo la mia lotta per la vita, e per il diritto alla vita. Sono convinto che, anche se si è bloccati in un corpo come sono io, con l’amore delle persone care e con la presenza assidua di psicologi, infermieri e personale qualificato, nessuno voglia morire». Non tutti la pensano allo stesso modo.
Qual è il suo punto di vista sul caso di Eluana Englaro?
«Ritengo quella sentenza agghiacciante, perché nessuno può sapere se Eluana sia in grado di capire o meno. Anch’io per i medici ero una foglia di insalata, ma sentivo fame, sete, paura. Solo che non sapevo come far capire ai medici che ero vivo, che capivo tutto. Sono stato in contatto con il padre di Eluana, rispetto il suo dolore e capisco la difficoltà della situazione. Ma quando dice che è stata sua figlia a decidere che avrebbe voluto morire in queste condizioni mi chiedo: cosa conta la volontà passata, se lei è prigioniera del suo corpo e non può comunicare, e magari nel frattempo ha cambiato idea?».
In passato mi è capitato di insultare pesantemente una persona che stanco di soffrire si rifiutava di fare una trasfusione di sangue. Dopo quel colloquio quella persona cambiò idea per la gioia delle persone che ancora sono attualmente ancora con lui.
Per me fu ed è stata una grande vittoria.
Sono convinto che se a quest'ora non ci si fossero messi la politica e i mass media a quest'ora Luana RIPOSEREBBE IN PACE e anche la sua famiglia starebbe bene.
Invece è solo uno strazio per tutte le persone sensibili.
Questa intervista a Salvatore crisafulli, non è commentabile. E' comunque dimostrativa del fatto che non si possono avere certezze assolute. Salvo una : 17 anni sono già stati inflitti alla fisicità di Eluana ! 17 anni di umiliante dipendenza, 17 Anni ! Diciassette anni ! E c'è solo da sperare che non ne abbia assolutamente coscienza. Perché se fosse anche solo velatamente da accostare all'esperienza di Salvatore Crisafulli.....
Da donna, da mamma, da nonna io vorrei poterle dire "riposa in pace, finalmente e davvero, cara Eluana ! "
La rabbia che provo nel vedere come si ingeriscono nella volontà individuale e nella sofferenza di una famiglia è indicibile. Il mio disgusto è profondo.
La mia speranza è che presto finalmente Eluana Englaro finisca questo calvario ed anche i suoi genitori trovino pace.
Ho letto con interesse tutti i vostri commenti, pertinenti, nessuno lo può negare.
Il mio blog, per quanto stupido possa apparire, sta diventando un luogo di conversazione piacevole, di scambio, ne sono veramente soddisfatto.
I miei post devono essere duri, netti, quanto ovviamente i miei pensieri non sempre sono.
Sul caso Luana.
Luana ha dichiarato qualcosa anni fa, ha espresso la sua volontà in merito.
Volontà passata?
Forse, ma è la stessa volontà di un testamento, di un contratto, necessariamente passata ma valida.
Non siamo d'accordo sul diritto di scelta dei parenti?
Se questo fosse il problema ci sarebbero proposte in merito a testamenti individuali nei quali scrivere, qualora dovesse succedere ciò che sta succedendo a Luana, le proprie ultime volontà.
Proposte in tal senso non esistono semplicemente perché qualcuno si annovera il diritto alla vita altrui.
Questo qualcuno ha due nomi: lo Stato e Dio.
L'Uomo, centro dell'Universo nell'Italia del 500', è morto o, forse, è ancora in stato vegetale.
ognuno è artefice della propria vita. o no? il vaticano, e di conseguenza lo stato italiano, dicono di no. il padre di Eluana ha più volte detto che la figlia non avrebbe mai accettato un accanimento terapeutico del genere. Io ho perso entrambe i genitori per tumore. mio papà è morto a marzo di quest'anno.nè io nè i miei fratelli abbiamo avuto un momento di dubbio nel chiedere ai medici di non accanirsi con carditonici o roba simile. che la vita e la morte facciano il loro corso. quando arrivi al non ritorno, è giusto andarsene tranquillamente, naturalmente, dignitosamente. il testamento biologico: io lo scrivo ora. se capitasse a me spegnete le macchine: E' UN ORDINE !!!
Secondo me bisogna dare pace finalmente a questa povera ragazza, che ha passato buona parte dell'esistenza attaccata alla sita tramite una macchina. E dar pace anche a suo padre che sopporta il dolore di vedere una figlia ridotta in uno stato di simil morte. E' bene ricordare che la vicenda Terry Schiavo (in USA) accertò, dopo la morte della stessa, che il suo cervello pesava la metà di una donna in salute della sua stessa età, che buona parte delle cellule erano morte o danneggiate e che quindi non poteva percepire nessun senso fisico. A tal proposito (caso Eluana), ho postato un articolo sul mio blog.
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