28/05/09

Stampa internazionale contro Berlusconi

Il mondo ci guarda, noi non lo notiamo.

Gli amici stranieri mi chiedono di Silvio.
Leggono El Paìs, i più fortunati il Times, tutti vogliono sapere.
La stampa internazionale è scatenata: gli inglesi ci interrogano, i francesi si indignano, gli spagnoli - come da cartolina - sorridono.
Ognuno, a suo modo, partecipa allo sdegno generale.
E l'Italia? Il Bel Paese non lo sa, o "se ne frega" direbbe il Vate.
Pochi giornali (in lingua italiana, non esteri quindi), molta televisione (nazionale): questa è l'informazione nella Penisola.
La notizia passa - se passa - rapidamente.
Chi conosce i fatti se n'è già andato, vorrebbe farlo, è disilluso o vive semplicemente in un paese che non lo rappresenta.

Legge i blog, qualche giornale, opinione.
E' impotente.

Lo sono anch'io.

¿Cambiarán los vientos electorales? si interroga l'Argentina.

"No"... se qualcuno fosse ancora interessato alla risposta.

Scusate l'allegria ma... oggi ho trovato una piccola fonte di reddito e mi sento ottimista.

Blogger


PS: Dario Fo sostiene che "Berlusconi, para mitad (metà) de los italianos, encarna el alma profunda (l'anima profonda) de este país (di questo paese), que él ha hecho (che lui ha reso) mucho más trivial, mezquino (meschino) y kitsch (e volgare).

Non sono un Premio Nobel ma sono sicuro di una cosa: le turiste italiane di stamattina (Museo Reina Santa Sofia, quello di Guernica di Picasso - Madrid), e i loro occhiali da sole "da interni" (usati - con tutta probabilità - per nascondere la commozione davanti alle opere di Goya o Dalì), appartengono a questo 50%.

26/05/09

Noemi, le domande di Repubblica e il mondo




















La stampa estera offre il proprio sostegno a Repubblica.
El Paìs, come sempre, si schiera apertamente contro il Cavaliere:

" (...) In Italia non esiste impeachement.
Sarebbe molto salutare, comunque, per la democrazia italiana, che Mr. Impunità prendesse carta e penna e spiegasse al mondo il perché lo chiamano Papi."


Testo Originale: (...) En Italia no hay impeachment. Pero sería muy saludable para la democracia italiana que Mr. Impune tomara lápiz y papel, y contara al mundo por qué le llaman Papi.

Leggo con interesse le domande di Repubblica, con ancor più curiosità le invettive, sempre molto ironiche, del Paìs e del Times.

Sto aspettando con ansia le parole: "comunisti, valori, famiglia, Craxi, toghe rosse...".

Per intenderci: attendo con ansia Mr. Impunità e le sue ipocrite bugie.

Blogger

25/05/09

Madrid è bellissima

Blogger in Esilio (Volontario)
Scritto il 23 maggio del 2009

Nuova puntata del teleromanzo - o pantomima, che dir si voglia – Blogger in Esilio (Volontario).

La vita a Madrid continua, piacevole e disimpegnata.
Si sorride dell’Italia, della Spagna e del suo Partito Popolare ( più debole e serio del nostro PPL naturalmente).
Si legge, si guarda, ascolta, si mangia, beve, lavora, balla, scrive e si fa all’amore direbbero i romantici.

La ricerca di un lavoro a tempo pieno è difficile ma non impossibile (spero di non sbagliarmi, vi terrò informati).
In dieci giorni ho partecipato a circa 6-7 colloqui, distribuito CV a pioggia, spedito qualche decina di e-mail, recuperato molti indirizzi utili e conosciuto persone interessanti.
Possiamo affermare, senza alcuna paura di esagerare, che ho fatto più qui, a Madrid, in poco più di una settimana, che in un anno tra le risaie lombardo-piemontesi, mio luogo di confino abituale.

L’Italia non mi manca: vesto lombardo, cucino napoletano, scrivo toscano.
Rido di me e del mondo: mio padre era romano in fin dei conti.

La Spagna mi ha accolto, non mi ha convertito; sono un italiano in esilio (volontario) non un connazionale in cerca d’adozione.

Ieri, durante un colloquio di lavoro, l’intervistatrice francese mi ha chiesto di Silvio.
Una francese ed un italiano, in Spagna, che parlano in castigliano e inglese del Cavaliere.
Non ho potuto che sorridere e scusarmi col mondo.

La straniera pare abbia apprezzato l'autoironia.
Mi ha guardato con occhi solidali, quasi con pietas.
Ha volto lo sguardo alla finestra, al paesaggio madrileno, alla mia nuova città.

Silenzio.

Con charme d’oltralpe ha poi aggiunto:

"Madrid è bellissima”.

Blogger

23/05/09

Mills Berlusconi e la stampa

Cerco notizie sull'Italia: leggo Repubblica, il Corriere della Sera, i giornali piu' moderati.
Mi identificherei con un partito liberal progressista se ve ne fossero in Italia.
Dovro' accontentarmi di leggere la stampa meno schierata, la piu' falsa e becera in poche parole.
Titoli: Sacconi apre al dialogo, la nave Maestrale cattura i pirati, alcuni liceali infettati - e poi gli si dice di non usare il preservativi... attenti ragazzi alle gite newyorkesi! - fini gioca al "garantista" (gioco da tavolo intramontabile), Franceschini sottolinea il suo stato di precario, tanto caldo e separazione consensuale per Veronica.

Doloroso leggere (sul Corriere della Sera) che Pippo Baudo soffre per non poter, in quanto divorziato, ricevere l'eucarestia.

E il caso Mills? Sono all'estero e, dopo avere lasciato l'Italia da qualche giorno, con un caso a dir poco "succulento" (un primo ministro accusato dalla propria moglie di frequentare una minorenne, notizia non confermata ma la ragazza pare sappia scegliersi piuttosto bene il papi dato il regaluccio di compleanno), ho difficolta' a leggere notizie sulla fanciulla o sulla News della settimana: la corruzione da parte dell'attuale, sempre lui, primo ministro italiano.
I giornali non riportano nulla, mi trovo in una biblioteca spagnola e nessuno sa aiutarmi.
Parlare di censura non e' progressista, e' di sinistra in Italia.
Non lo faro', giusto per salvarmi la faccia si intende.

Il Corriere non parla, Repubblica neppure.
Che fare?
Non posso accendere la TV purtroppo.
Le reti italiane, ne sono sicuro, staranno evidenziando l'inadeguatezza del premier.
Dibattiti, violente discussioni, politologi internazionali e acute osservazioni staranno per riempire i palinsesti.

Io, invece, guardo tutto da lontano.
Sinceramente vedo meglio da qui.
Blogger

22/05/09

Berlusconi - Cloni


Leggo il giornale, di Mills...
Sono, come direbbe il premier, "esacerbato".
Non ci resta che ridere.
Blogger

20/05/09

Sbattezzo - Vado all'Inferno?

Blogger sbattezzato

Era da un po’di tempo che dormivo con un peso sullo stomaco, circa 29 anni.
In Svezia la gente appena nata viene iscritta in piscina, io, invece, italiano, sono stato come tutti voi affogato ed iscritto ad una organizzazione a dir poco immorale: la Chiesa Cattolica.
Mia madre me la pagherà per avermi liberato dal peccato originale!
D’un tratto mi sveglio e noto che la mia pelle è più elastica, che i miei capelli sono più profumati e folti, come d’incanto.
Un mio ritratto in soffitta è invecchiato tutto di un colpo ma questa è un’altra storia.
Magia? No, ci deve essere un motivo, ne sono sicuro.
Mi alzo dal letto, vado in cucina, poi in bagno.
Non defeco, non mangio, mi guardo allo specchio; sono più giovane, ci dev’essere qualcosa sotto.
Il campanello, due chiamate: il postino, mio dio il postino.
Lettera dall’Arcivescovato di Milano, Piazza Fontana.
Corro giù dalle scale.
“Non c’entro niente con quella vecchia storia” urlo disperato.
Lui mi guarda schifato; “sono stati i comunisti” risponde con una certa saccenza.
Apro la busta.
Mi hanno scomunicato, mi hanno scomunicato, cazzo!
Due mesi fa avevo scritto al mio parroco chiedendogli di essere sbattezzato; per competenza ha girato la mia domanda all’arcivescovo.
Qualche chiamata, poco altro.
Sono stati tutti molto gentili, devo ammetterlo.
Mi hanno rivolto la parola, non ho dovuto abiurare, non mi hanno legato ad una ruota, torturato, non sembra ci siano sicari al mio seguito, il blog prosegue, la vita dei miei parenti pure, tutte bene insomma.
Stupisce anche me, lo so, sembra che tutto sia stato veloce e indolore, quasi non ci credo.
Se fossi stato gay, un medico abortista, una donna divorziata o un africano consumatore di condom mi avrebbero bruciato vivo, subito, lo so.
Sarebbe stato troppo, ammettiamolo.
Aspettate, troppo?
Troppo poco cazzo!
Non ci avevo pensato: io brucerò all’inferno!

Blogger

Tutte le informazioni: UAAR Unione Atei Agnostici Razionalisti

18/05/09

Blogger in esilio - Madrid

13/05/09

Non ho letto i vostri commenti, non ancora, mi spiace.
Neppure ciò che accade in Italia, lo confesso.
In 24 ore – ammettiamolo - cosa sarà potuto succedere di tanto importante nel Bel Paese?
Un’investigazione parlamentare sulle frequentazioni giovanili del premier?
Non scherziamo!
E’ il 13, sto scrivendo ciò che copierò e posterò sul blog domani, al massimo domenica, appena troverò una wireless insomma.
Madrid ne è piena mi avvisano i siti specializzati; sono io che ho deciso, almeno per il primo giorno, di camminare senza un computer tra le braccia.
Moleskine, occhiali da sole, occhiali da vista, burro cacao…
Dove lo metto?
La vita dell’immigrato è dura, per chi mi avete preso per un portantino?!
In verità oggi ho visionato una casa, acquistato una sim spagnola, mi sono recato in un’accademia di lingua, sono stato dal parrucchiere, ho contattato diversi istituti (con i quali vorrei e potrei lavorare), fissato un vero e proprio colloquio, lavato i piatti, scritto, camminato molto e mangiato poco.
Non ho incontrato il Re, non ho mangiato tortillas o cucinato paellas; non mi sono neppure dedicato alla tauromachia o al flamenco, chiedo venia, come sempre.

Prima il dovere poi il piacere dicevano gli antichi.

Vi lascio con questa prima pagina di diario, corta ma poco intensa, inutile in poche parole.
Il blog non si trasformerà in qualcos’altro, rimarrà uno spazio di satira, "disimpegno impegnato" e analisi italiana (leggerò i giornali, quello che facevo tra le risaie lombardo-piemontesi per intenderci).
Cercherò, a volte, di condire il tutto con punti di vista originali, non mancheranno interviste a stranieri, opinioni…
Voglio comprendere quanto l’Italia sia amata e nel contempo derisa all’estero.
Per ora la gente sorride e parla spagnolo, credo di non poter accingermi in analisi più approfondite.
Lo farò, presto.
Prometto: userò una leggerezza e l’approssimazione degna di un Premier.


Blogger

17/05/09

In esilio e scomunicato. Sto bene, grazie

Rubrica- Blogger in Esilio (Volontario)

Continuero' a postare come sempre, non disperate, non mi sento ancora il Severgnini della situazione (Italians - Corriere: bravo, interessante ma al quanto saputello), lascio a lui le rubriche sul tema.
Ho pensato che questi primi giorni di "esilio volontario" meritassero qualche pagina, uno due post.
Appena potro' leggere il Corriere o la Repubblica, sia per ridere che per informarmi, a seconda del caso, scrivero' analisi semiserie e pezzi di satira (si fa per dire ovviamente, mai darsi un tono nella vita).

Programmo per domani un breve pezzo, scritto qualche giorno fa e mai pubblicato.
Potrebbe essere - pensate - addirittura postumo: se continuo con questi ritmi (cercare casa, lavoro, uscire, scrivere, parlare un'altra lingua, cercare strade...) un giorno di questi schiatto, lo giuro.

Dimenticavo, mi hanno scomunicato (lo dico sul serio, dedichero' un post al caso ovviamente), non avro' diritto neppure ai funerali religiosi.

Mi sento in pace con me stesso, sapete?

Troppa carne al fuoco, lo so, appena riesco a trovare il modo di postare ogni giorno vi spiego tutto.

Un saluto.

Blogger

PS: leggo i vostri commenti, non ho avuto il tempo di rispondere ma in pochi giorni sistemo tutto, promesso.

12/05/09

Blogger in esilio

Oggi, 12 maggio 2009, parto per la Spagna.
Madrid, biglietto di solo andata.

La capitale spagnola mi ospiterà per un periodo, breve e lungo, non lo so.
Parigi sarebbe stata più chic, lo riconosco, Londra più internazionale, lo so.
Madrid. Ho bisogno di un nuovo paese per pensare e riflettere, un luogo vicino casa dal quale poterla criticare.
Perché non il mio stesso paese (l'Italia) vi chiederete?
Amo informarmi, le maggiorenni e l'interculturalità: il Bel Paese non fa per me, almeno per ora.
Perché non la Francia?
Trovo che l'esilio, anche se spontaneo, sia già difficile; doverlo confessare ad un francese potrebbe essere letale per la propria autostima, non me la sento, chiedo venia.
Londra allora?
Se parlassero inglese sarebbe più facile ma ho difficoltà con l'esperanto.
Amo la capitale inglese ma la concorrenza è spietata.
Se un australiano volesse soffiarmi un posto non dovrebbe far altro che salutarmi con un accento strong: non risponderei al saluto - non lo capirei, penserei probabilmente ad un insulto - e farei una brutta figura davanti al capo, me lo sento (il mio inglese non è eccellente, in sintesi).
Madrid, fra poche ore sarò a Madrid.
Scriverò molto e appena avrò una connessione continuerò a postare, come sempre.
Intervisterò qualche straniero, desidero capire la percezione che hanno gli spagnoli e i sud americani, in Spagna, del nostro paese.
Invierò post terribili e mi applicherò in vignette censurabili.
Non so se a Madrid troverò qualcosa di buono ma vi prometto una cosa: scriverò qualcosa di serio sul viaggio, lo condirò con sensazioni trascurabili e vi strapperò un sorriso, almeno spero.

Hasta pronto

Blogger

09/05/09

Il papa in palestina il porco e la Libia











Ansa Sarcastica

Joseph Ratzinger in Palestina.
Muro del pianto cade suicida.

Herpes labiale per Mara Carfagna.
"C'è da attendersi una pandemia globale" l'allarme dei medici.

Immigrati "libici" rispediti al mittente.
"Fanculo ai diritti! Immigrati... mmm certo che un salto a casa mia potevate pure farglielo fare" l'innocente commento di Noemi.

Brown nei guai: rimborsi ministeriali gonfiati.
"Neppure una minorenne a gonfiarglielo" minimizzano i laburisti inglesi.

Influenza suina: nuovi casi italiani.
"Tutto va a troie" il commento del blogger.

Muore Gianni Baget Bozzo.
"Doppiatore eccezionale" il commento di Paperino (Uguali!).

Blogger

08/05/09

Milano razzista - posti tram e metro riservati a italiani

Il leghista Matteo Salvini, pregno di cultura umanista fino al buco del culo - uso un linguaggio vicino all'elettorato di centrodestra, non voglio cadere in un becero intellettualismo sinistroide - propone una "riserva speciale" sui mezzi pubblici della città.

"Sì ai milanesi, no agli extracomunitari", questa l'idea di rousseauniano eco.

La proposta ha suscito sdegno e paure.

"I napoletani potranno sedersi?" si chiedono i più insigni studiosi varesotti.
Gli svizzeri ticinesi - specie delle più insidiose poiché subdoli anche linguisticamente (accento nordico ed acume incerto) - potranno avvicinarsi al meneghino, privarlo del suo trono ATM?

Dubbi pervadono il paese, amletici quesiti giungono alla mente.

Un vecchio siciliano vale più di una piemontese incinta, un giapponese storpio può essere equiparato ad un salernitano sano?
E se il campano non fosse storpio e il giapponese, invece, fosse un alieno?

Non so darmi pace.

I politici tacciono mentre zulu di mezzo mondo saltano tra i tram della città, donne maya si cibano delle nostre nonne (dopo averle accudite e ingrassate) sui sedili posteriori dei nostri mezzi, nord africani e mediorientali volavo su tappeti all'interno degli abitacoli, asiatici si danno al sesso tantrico sui sedili anteriori, australiani surfano sui tettucci e i napoletani, sempre loro, non conoscono il loro destino.

Il 13/10/2008 scrivevo questo post.
Le cose stanno peggiorando, ne abbiamo le prove.

Blogger

07/05/09

Via via vieni via con me

L'Italia precipita - come se fosse possibile cadere più in basso - io mi preparo alla fuga.
I progetti italiani (lavori a tempo determinato, purtroppo) sono finiti.
I casi di razzismo o ciarpame politico no.
Stare al bar con gli amici, guardare la TV in casa di mamma, cercare lavoro, scrivere sul blog quotidianamente, per ore, aspettare? Inizia l'estate, perché non partire (e magari stabilirsi lì, tornare solo per le vacanze)?
L'ho già fatto (UK e Gibilterra), sono state entrambe esperienze positive.

Mi hanno sempre strappato un sorriso i patrioti o gli esterofili in viaggio.
Mi considero un italiano in gita quando parto per "terre lontane", nulla di più.
Non sono un "latino" in cerca di un civilizzatore nordico - non mi sento inferiore ad un danese, al massimo più basso - né un ambasciatore del Made in Italy.
Forse un po': l'entusiasmo e il "nazionalismo culturale italico" non manca, lo ammetto.

Parlo italiano con piacere - senza fingere un accento britannico o spagnolo - ma sono disposto ad apprendere altre lingue se mi è possibile.
Mangio ciò che la cucina del luogo mi offre ma non disdegno il parmigiano reggiano, sempre che gli scaffali stranieri ne siano provvisti.

Ho 29 anni, non toglietemi il caffè, non fatemi sentire un rozzo emigrato se lucido la mia moca come fosse una lampada magica, fa parte di me, lo faccio anche a casa mia, vicino Milano.

Ho lavorato, scritto, è maggio, sono piuttosto stanco, deluso dal mio paese - da tempo - e voglio vivere in una città degna di questo nome.

Martedì 12 maggio, biglietto di sola andata: Madrid.

Si parte, si accetta il primo lavoro, si cerca di apprendere la lingua, si parla, scrive, mangia, si continua a cercare un lavoro qualificato - è sempre preferibile - e si descrive sul proprio blog, con ironia naturalmente, l'impressione che gli italiani suscitano all'estero.

Questo è il progetto.
Folle, lo so, mi piace anche per questo, lo confesso.
Domani a Milano, ultimi acquisti.
Poi ci si dedicherà alla burocrazia e agli amici.
Il 12 alla Spagna.

Una cosa, solo una.
Se una persona si trovasse a Madrid, o avesse dei buoni contatti in Spagna, mi dica, mi scriva una e-mail.
Ogni aiuto è ben accetto.

Ci sentiamo domani.
Vi sto parlando come se mi conosceste, scusate, non è lo stile del blog.
Volevo rendervi partecipi della mia partenza, solo questo; ho parlato al gatto della cosa e non ne è apparso affascinato, mi serviva un appoggio morale.

Blogger

04/05/09

Ode a Veronica Lario

Ave Veronica, gratia plena,
dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus...
Ode a Veronica.
Non ho parole, la Signora (Nostra) mi ha così sorpreso che solo un accostamento divino le si addiceva.
Veronica poteva continuare a subire, pensavo che l'accordo lo prevedesse.
Ha deciso, inaspettatamente, di combattere, ribellarsi (sarebbe stato più semplice non farlo, ammettiamolo; pare che la donna abbia conservato della dignità).
Ave Veronica, gratia plena,
dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus...
Sono appena tornato dalla Liguria, ho sentito la notizia sul treno (non ho letto neppure un giornale o blog in questi giorni, sono rinato).
Mi pareva doveroso, comunque, scrivere un post sul caso, anche se alla cieca.
Non so nulla, non dovrei farlo, potrei aspettare ma domani leggerò così tanto sulla Lario che mi trasformerò in un agiografo.
La fede vuole la sua parte, ora, subito.
L'accuratezza del blog può aspettare.
Blogger
PS: E' troppo, scusate, ma la folgorazione divina è stata violenta, io voto Veronica alle Europee, lo giuro!