Blogger in EsilioSono le 4.55 della notte, o mattina, che dir si voglia.
Tutto è relativo, sempre.
Non riesco a dormire: il caldo di Madrid è terribile e sono troppo stanco per pensare o, meglio, convincermi che sarebbe il caso di dormire, mettermi a letto, tuttalpiù prepararmi una camomilla.
Scriverò, non lo faccio da tempo.
Il caldo, forse la mancanza di volontà, le mille distrazioni, lo stare bene ...
Era da settimane che non prendevo carta e penna e non abbozzavo pensieri confusi; la cosa mi fa sentire intelligente.
Sfoglio il giornale: leggo le ultime dichiarazioni di Bossi, quelle di Calderoli, di Bondi.
Noto, poi, il silenzio di Mara (Carfagna):
Il Nulla tace direbbero i poeti.
La scrittura non è l'unica cosa che alimenta il mio ego: la lettura di certe dichiarazioni (Bossi) e la visione di certe facce (Bondi - Calderoli), e di tanta pochezza (Mara) naturalmente, mi fa sentire un ibrido: un po' Marlon Brando un po' Einstein, ecco.
Sono le 5.05, ho sonno.
Madrid non dorme, mai, la amo per questo.
Mi dovrò svegliare tra circa 3 ore.
Sarò stanco, nervoso, forse incazzato ma sarò a Madrid.
Milano è lontana, anche dalla mia mente.
Sfoglio nuovamente il giornale.
Non mi manca.
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