Oggi Bozzo (Direttore dell'Avvenire), domani Fini (Presidente della Camera).
L’oggi è ormai ieri, lo abbiamo superato, digerito, anche se ci è rimasto l’amaro in bocca.
Il domani, invece, è appena arrivato.
Attaccare la Chiesa, poi il Presidente della Camera, il principale alleato.
Berlusconi detta le regole, ordina, lancia intimidazioni sempre più feroci, dirette.
Feltri scrive.
I leghisti inneggiano allo smembramento del paese, seminano il terrore tra gli stranieri, urlano, insultano l’Italia e, nel contempo, la governano.
Gli uomini di Alleanza Nazionale fanno i conti, con un aiuto di un abaco ovviamente.
Chi pensa che Berlusconi abbia le ore contate difende Fini, chi, al contrario, crede che il Presidente della Camera sia stato bruciato dal grande capo non si espone ( Alemanno).
Gli intellettuali italiani, come durante il Fascismo, dopo aver taciuto, vedendo uno spiraglio di luce in fondo al tunnel – Berlusconi è alla fine o, perlomeno, la fine è vicina, almeno credo – firmano proteste on-line.
Benigni, Fo, non hanno mai taciuto.
Chi altro può dire lo stesso?
Nel mentre…
le cartelle pesano, i libri costano pensano i padri e le madri d’Italia.
Su cos’altro riflettere, per cos’altro indignarsi?
La badante, quella ingrata, vuole essere regolarizzata, suo fratello entrare illegalmente nel Paese, violentare le nostre figlie e sostituire la pasta al pomodoro con piatti esotici di dubbio gusto.
L’Italia è la stessa, da sempre.
Mussolini sorriderebbe se potesse vederla.
Gli attriti e l’alleanza indissolubile con la Chiesa, la ricerca perenne di uomo forte, la demagogia, il tradizionalismo, l’ipocrita religiosità, il familiarismo amorale…
Tutto si ripete.
Siamo un piccolo popolo governato da piccoli uomini.
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